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Mercoledì, 26 Aprile 2023 15:56

Immergersi sostenibilmente: le buone pratiche per la subacquea In evidenza

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L’interesse crescente verso l’ambiente marino ha portato ad un incremento di attività ricreative come le immersioni subacquee. Dal 2016 si registrano circa un milione di certificazioni ogni anno!

L’attività subacquea ricreativa rappresenta una grande fonte di reddito, supporta le comunità locali e promuove pratiche di gestione e conservazione degli ambienti marini; tuttavia, può rappresentare anche una causa di impatto in località sovrasfruttate. I subacquei possono accidentalmente danneggiare, ad esempio, gli organismi che vivono sul fondale, in maniera diretta ed indiretta. 

Stella marina
 Figura 1: Una stella marina su fondale roccioso.

Per quanto riguarda le Aree Marine Protette (AMP), nonostante il loro ruolo di tutela, queste tendono inevitabilmente ad attrarre più subacquei, rischiando dunque di vanificare gli effetti della protezione.


I DANNI AMBIENTALI 

Si stima che l’88% dei subacquei abbia oggi un approccio dannoso: in ogni immersione c’è, infatti, il rischio di calpestare o colpire i coralli con le pinne o di effettuare un ancoraggio della barca dannoso, specialmente se ci si immerge con compagnie che non hanno un occhio di riguardo verso l’ambiente.


Pinna nobilis
Figura 2: Bisogna evitare l'ancoraggio diretto delle imbarcazioni sulle praterie di Posiodonia oceanica poichè provoca gravi danni, strappando sia foglie che rizomi.

Le immersioni subacquee sono una grande esperienza per esplorare e ammirare le bellezze della natura che giacciono sott’acqua, ma questo passatempo può avere un profondo impatto sulla la vita marina se non viene fatto con modalità sostenibili. Molti studi condotti in luoghi dove l’attività subacquea è intensa dimostrano la relazione tra la presenza dei subacquei e la comparsa di agenti che alterano la salute dei coralli (pigmentazione irregolare, fenomeni di sbiancamento, ricopertura algale ecc.). Questo può condurre ad una perdita di biodiversità e ad un passaggio verso comunità con specie più opportuniste in grado di adattarsi agli ambienti alterati.


LE BUONE PRATICHE PER UN’IMMERSIONE SOSTENIBILE

Quando si pianifica un’immersione subacquea bisognerebbe adottare delle piccole precauzioni per rispettare l’ambiente marino:

• Prenotare l’immersione con un OPERATORE SOSTENIBILE che si impegni a minimizzare il proprio impatto ambientale attraverso, per esempio, l’utilizzo di boe di ormeggio invece che dell’ancoraggio;
 NON LASCIARE IN BARCA OGGETTI CHE POSSONO VOLARE via col vento poiché finiranno inevitabilmente in mare;

• NO-TOUCH per la vita marina: tutti gli organismi marini, che siano pesci, molluschi, spugne o coralli, possono essere gravemente danneggiati se toccati, sia con i guanti che senza. Il grasso delle mani o la ruvidità del neoprene dei guanti potrebbero danneggiare la loro mucosa anche in modo irrimediabile e mortale.


Flabellina affinis
Figura 3: Nudibranco Flabellina affinis.

Pensate a quanto può essere delicato un nudibranco: le protuberanze che vediamo, ad esempio, sul dorso delle flabelline non sono altro che appendici del sistema digerente utilizzati anche per la respirazione!

• Adottare una CONFIGURAZIONE ORDINATA della propria attrezzatura, senza alcun oggetto penzolante. Evitare ganci in plastica che rischiano di rompersi: non solo perderemmo la nostra costosa lampada, ma disperderemmo in mare batterie, plastica e altri inquinanti!

 EVITARE DI PUNTARE LO SPOT CENTRALE DELLA LAMPADA DIRETTAMENTE SULL’ANIMALE: per osservare i colori degli animali sarà sufficiente puntare lo spot a breve distanza da loro in modo da illuminarli solo con la luce diffusa. Bisogna avere piena consapevolezza che la torcia può essere gravemente fastidiosa e addirittura dannosa per pesci e crostacei;

• È importante avere un buon CONTROLLO DELL’ASSETTO, ovvero la capacità di restare immobili a una certa quota. Ciò consente innanzitutto di non avere mai bisogno di appoggiarsi sul fondo o di attaccarsi a rocce o a… gorgonie! Se si è in grado di controllare perfettamente il proprio corpo ci si potrà avvicinare al fondale o alle pareti più agilmente. Non è raro, invece, vedere subacquei che mentre guardano una cernia prendono “a sberle” con le pinne una spugna, uno spirografo (o il proprio compagno) senza nemmeno accorgersene…

Assetto
Figura 4: è fondamentale avere un buon controllo del proprio assetto.

 

NON PORTARE VIA NULLA: il mare non ci appartiene! Prelevare organismi marini di qualsiasi tipo è considerata attività di pesca ed è proibito pescare con le bombole ormai da anni. Pertanto, si potrebbe incorrere in multe anche salate (fino a 3 mila euro) oltre al sequestro dell’attrezzatura.  Inoltre, siamo sicuri che abbiamo bisogno di souvenir sottomarini? Nel mare è in atto una sedimentazione continua di organismi che, con i loro scheletri e gusci, contribuiscono alla formazione del fondale marino. 

NON GETTATE IN MARE I MOZZICONI DI SIGARETTA: non solo è un rifiuto persistente ma è impregnato di sostanze inquinanti. È importante, inoltre, evitare di gettarle nei tombini e nelle fogne quando siamo in città: è lì che inizia il mare;

• RIMUOVERE I RIFIUTI che si trovano ogni volta che si va in acqua è un’ottima abitudine per lasciare il mare ancora meglio di come lo si è trovato. In caso di avvistamento di una rete abbandonata, è necessario effettuare immediatamente la segnalazione al proprio centro diving o alle autorità per avviare al più presto le operazioni di recupero;


Quando ci si immerge, si ha il privilegio di vedere creature incredibili che molti altri riescono a vedere solo nelle riviste e in televisione. Non importa dove ti immergi o con chi ti immergi: se vedi qualcuno che raccoglie rifiuti, complimentati ad alta voce; questo incoraggerà altre persone a fare la stessa cosa! Ricorda che anche le più piccole cose contano e non sottovalutare mai la forza del passaparola. Fai ciò che puoi, condividilo con i tuoi compagni d’immersione, pubblica i tuoi risultati sui social media e coinvolgi più persone nella salvaguardia dell’oceano!








Letto 1516 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Aprile 2023 19:17
Roberta Monti

Biologa Marina

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